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Storia

cavaLA METODOLOGIA ESTRATTIVA TRADIZIONALE

Le tecniche di estrazione utilizzate fino agli anni ante guerra sono quelle tramandati da secoli ossia, si procedeva con l’individuare l’area in cui le falde fossero visibili in superficie, naturalmente per ridurre l’ asporto di materiale non lavorabile, quindi avveniva lo scavo con pale e picconi per raggiungere le prime falde, essenzialmente utilizzate per la realizzazione di chianche, cordoli e mensole di balconi per il loro ridotto spessore. Il metodo di estrazione consisteva nell’inserire dei cunei in legno lungo le superfici di sfaldatura, ortogonali al piano di calpestio, i quali dopo essere stati imbibiti tendevano ad aumentare di volume e quindi a fessurare la falda lungo la sua naturale discontinuità. Dopo il distacco del masso questo veniva trasportato mediante degli argani, come ad es. il “caprone”, al di sopra dei carri.

LA METODOLOGIA ESTRATTIVA CONTEMPORANEA

Con l’evoluzione delle macchine si è potuto varcare il problema delle falde di altezza maggiore ai 2 metri e contemporaneamente di coltivare cave dove il cappellaccio raggiungeva profondità considerevoli. Infatti, da alcuni decenni, il primo step di chi vuole estrarre materiale lapideo nel bacino di apricena è quello di eliminare il materiale di superficie, per raggiungere gli strati di maggiore consistenza, tramite l’escavazione meccanica. Fatto ciò il fronte di cava può presentare strati che a secondo della loro consistenza possono avere diverse tecniche estrattive e diversi impieghi. Attualmente, i punti in cui il materiale esso viene divelto tramite le volate con esplosivo, mentre dove si presenta decoeso viene frantumato tramite il martellone e trasportato nei frantoi per la riduzione a inerte. Oggi giorno la metodologia estrattiva si avvale di macchine più moderne quali perforatori e seghe a nastro.

IL BACINO DI APRICENA

Le osservazioni di campagna condotte sui calcari affioranti lungo i fronti delle cave, hanno consentito di classificare la varietà di Pietra coltivate nel bacino estrattifero di Apricena. Le osservazioni sono state indicate con i termini: Fiorito-Biancone-Serpeggiante-Bronzetto.